Artista    SARIMA GIHA

 

 Curriculum completo

 

Maria Luisa Grimani risiede ed opera a Monza, Italia.

Nel 1975 inizia la sua attività artistica con una ricerca sul gioco e la sua interpretazione visiva. Nel 1976 Bruno Munari pubblica nel suo libro La scoperta del quadrato (Zanichelli) alcune opere di Grimani della serie partite di scacchi. Dal 1977 intraprende un lungo itinerario di ricerca sul rapporto tra parola e immagine lavorando sulla interpretazione semiotica del testo poetico. Dal 1981 inizia i Natali, una ermeneutica visiva del rapporto tra natura, uomo e divinità. Sono versi di Ungaretti, T.S. Eliot, Borís Pasternàk, Luis de Góngora, G. Apollinaire, R.M. Rilke. Nel 1985 lavora sul romanzo di Italo Calvino Se una notte d’inverno un viaggiatore realizzando dieci tele esposte in un primo tempo alla Villa Reale di Monza, poi al Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Allarga inoltre la sua ricerca ai rapporti tra musica e immagine per approdare al segno-gesto ispirato in particolare alla danza e alla filosofia Zen. Nello spirito di quest’ultima presenta all’Istituto Italiano di Cultura di  Lisbona nel 1990 una mostra dal titolo “Il vuoto meraviglioso”. Nel 1993 è al Salone dell’aeronautica di Parigi con i suoi quadri ispirati alla visione della terra dalla luna, e l’anno successivo è  al   Museo dell’Aeronautica Caproni di Trento con una mostra dal titolo “Mappaluna 3x3”. Sempre nel 1994 espone il suoMGiardino dei segni al Festival Oriente Occidente di Rovereto. Nel settembre del 1996 presenta Dialoghi Visionari con Laura Pitscheider al Museo d’Arte Contemporanea di  Rovereto e nel 1998 a Pietrasanta nel Chiostro di S.Agostino. Nel 1999 è ancora a Rovereto nella Biblioteca Civica per presentare Quadri per una biblioteca, quaranta opere che “traducono” in immagine opere letterarie e testi poetici.

Nell’agosto del 2002 scopre la “espressività degli alberi”, insita nelle diverse essenze, nelle loro strutture, venature, nodi. Espone quindi una serie di opere su legno, con tecniche pirografiche e miste al Centro Ladino di Ortisei. Queste opere sono presenti on line in un Museo americano Nell’ottobre del 2002 partecipa alla manifestazione  Lire en  fête a Marsiglia con una serie di libri d’artista. Nel 2004 è ospite di Italia Nostra al Parco di Monza con la mostra  l’albero racconta accompagnata dall’arpista Elena Cordublas, con lettura di testi poetici,.

Nel 2007 inizia un dialogo su Internet con il gruppo Password, a cui partecipano poeti ed artisti che risiedendo in ogni parte del mondo lavorano on line con il personal computer, gli uni scrivendo poesie, gli altri traducendole in immagini, con mostre a Graz, Pechino, Washington.

Nello stesso anno  presenta nella Galleria Civica di Monza “Il libro che suona che canta che balla”  una panoramica del suo lungo lavoro d’artista, che accoglie anche le  ultime opere elaborate al computer, presentato con quattro eventi di musica, danza, letture di poesia e creatività.

Nel 2008 è alla Feltrinelli di Monza per la prima mostra del suo avatar Sarima Giha
Nel settembre del  2011 partecipa ad Artelibro, Bologna

E' ospite  al Viareggio Art Project nella Villa Paolina Bonaparte nel  2012 con opere in digitale.

 

Sarima Giha a.k.a. Maria Luisa Grimani  è un avatar nato il 9 settembre del 2007. 

Terminata la sua prima missione di esporre le sue opere digitali in sl, è partita alla scoperta del mondo virtuale entrando tra le pieghe dei paesaggi, delle sculture e degli oggetti creati dagli avatar, e collezionando una serie di snapshot come “prove d’artista”.

Sono nate così nuove poesie e le sue prime “cartoline”, viaggi virtuali e mentali, descritte nel suo blog personale “Il fogliomondo di Sarima”, aperto per raccontare in Internet le sue esperienze.

Nel 2008 partecipa ad Arena calls for artist organizzata dal Museo del Metaverso di Roxelo Babenco aka Rosanna Galvani  e l'arch. Paolo Valente con l’opera multimediale “La Città Blog” ideata e costruita con il regista Tommaso Correale Santacroce.

Ha raccolto le sue prime impressioni come avatar di SL in un libro esposto nella biblioteca virtuale di Archimedix Bulan aka Piergiorgio Borgogno.

Sempre nel 2008 inaugura la sua prima mostra di opere in digitale sperimentando un collegamento in diretta con Second Life alla Libreria Feltrinelli di Monza.

Tra il 2010 e il 2011 nasce la trilogia dedicata a Sarima: “Prêt a porter, una web story”, “Vita liquida dell’avatar Sarima Giha” e  “Landscapes” 

Nel 2010 partecipa all’ Innovation Festival di Milano ospite di 2lifeCast.

Nel 2011 espone ad Art Project di Viareggio  5 opere della serie “L’inquietudine di Sarimagiha”

http://mlgrimani.wordpress.com

http://sarimagiha.wordpress.com 

http://www.marialuisagrimani.it

http://www.password.or.at 

 

 

 

 

L'inquietudine di Sarima Giha

 

Ci sono diversi modi per viaggiare e vedere il mondo ed è raro che non sia la meraviglia il primo sentimento che ci sorprende.

Poi arriva la riflessione, la coscienza del nostro far parte, più o meno consapevolmente, della creazione.

Se abbiamo in mente le parole di Bernardo Soares, uno dei molti eteronimi di Fernando Pessoa, “Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo”, sembrerebbe che non solo la consapevolezza dell'esistenza stessa delle cose è in forse, ma tutto ciò che vediamo non ci dà la garanzia della sua esistenza.

Vedo ciò che voglio vedere, sento ciò che voglio sentire, esiste solo ciò di cui ho la percezione. Tutto passa attraverso la nostra mente e la nostra personale sensibilità.

“I viaggi sono i viaggiatori” e non ha importanza se si parla del mondo reale in cui viviamo o del mondo fantastico che ci costruiamo in virtù di una tecnica che ci permette di realizzare il sogno.

Non mi consola, anzi mi atterrisce l'idea che “c'è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori; e un sogno di ciò che potrebbe essere visto se la finestra si aprisse” come dice Pessoa.

Eppure qualcosa di vero c'è:l'inquietudine che tutti, prima o poi, sentiamo vagabondando alla ricerca della verità.

Io e la mia solitudine, io e l'incomunicabilità, io e le forme mentali prefabbricate che mi porto sulle spalle come guscio di lumaca.

Forse basterebbe ascoltare le parole di S. Agostino:”E gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, e i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l'immensità dell'oceano, il corso degli astri, e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi”, per uscire dall'inquietudine, parlandoci.         

 

 

Sarima Giha's disquiet

There are several ways to travel and see the world and it is rare that it is not the wonder the first feeling that surprises us.
Then the reflection comes, the awareness of being part, more or less consciously, of the creation.
If we have in mind the words of Bernardo Soares, one of the many heteronyms of Fernando Pessoa, "What we see is not what we see but what we are", it would seem to us that not only the awareness of the existence of things is doubtful, but all that we see does not give us the guarantee of its existence.
I see what I see, feel what I feel, there is just what I perceived. Everything goes through our mind and our own sensibility.
" Travels are travelers" and it does not matter whether we talk about the real world in which we live or the fantasy world that we build on the basis of a technique that allows us to realize the dream.
The idea that "there is only one window closed and all the world outside; and a dream of what could be seen if the window is opened”, as Pessoa says, does not console me, in fact it terrifies me.
Yet there is something true in it: the disquiet that everyone feels, sooner or later,  when wandering in search of the truth.
Me and my solitude, I and the lack of communication, me and my mental cages that I carry on my shoulders like snail shell.
Perhaps the words of St. Augustine would be effective  to quit disquiet  by talking among ourselves: "And men wander to contemplate the mountain peaks, and the vast waves of the sea, the large currents of the rivers, the immensity of the ocean, the course of the stars, and pass beside themselves without wondering "  

             

Sarima Giha a.k.a. Maria Luisa Grimani

 

 

 

 

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